Lilypie Second Birthday tickers

Lilypie Second Birthday tickers

venerdì 27 febbraio 2009

scoraggiamento

Oggi sono un poò giù di corda...sono due settimane che prendo il primolut, una sorta di pillola che ha la funzione di mettere a riposo le ovaie e sincronizzare il mio ciclo in modo da iniziare le stimolazioni con i tempi indicati dal centro...
Manca ancora una settimana...e' un countdown giornaliero che sfianca, oltre a tutto il resto.
I pensieri, le aspettative...i sogni ad occhi aperti e le realtà negative che invece leggo quotidianamente sul forum che mi fanno ripiombare nel nero....
Sento che ogni giorno che passa mi sento più intimorita da quello che sto per fare, ho paura, paura di come reagirà il mio corpo, SE reagirà, paura di non arrivare al pick up, paura di non rispondere bene, paura che nonostante tutto...non vada bene...
Mi sento scoraggiata già dall'inizio e so che non va bene, ma non riesco a trovare il modo per "tirarmi su"...le giornate scorrono lente e tutte uguali...il lavoro langue ed è dura tirare fino alla fine della giornata senza pensarci.

Io non sono capace di fingere: il mio viso è tutto ciò che sono dentro. Se sono triste si vede, se sono felice anche...Come posso fare finta di essere allegra e spensierata se non è così.
Cerco delle vie d'uscita a questo stato d'animo ma per ora mi sembra di stare in un limbo sospeso...tra incertezze e timori...
Con Marco ne abbiamo parlato, di come in questo mese ci stiamo circondando da gesti e comportamenti abitudinari, fatti quasi per cercare un minimo di "sicurezza" in questo momento così carico di aspettative.

e onestamente non so se riuscirò mai a prenderla diversamente da così...
E' troppo facile dire " vivere giorno per giorno", quando dopo un giorno e un altro e un altro e un altro si avvicina un appuntamento così importante con...la vita stessa...o la sorte...non so che dire.
Cosa vuol dire giorno per giorno quando le giornate passano tra macchina, ufficio, macchina, casa , letto...?
come si fa a deviare i pensieri da questo grande obiettivo.
non posso neanche fare niente per farlo andare in un modo o in un altro... deve andare così e basta.

Eppure io sono tutta un brivido...un tormento....

mercoledì 18 febbraio 2009

di come l'attesa è luuunga!

l'attesa è luunga...luunga...lunga....
Stasera M ritorna a casa dopo 3 giorni e 2 notti via: come sono contenta, non vedo l'ora di riabbracciarlo e di chiacchierare con lui.
Quando va via, se da un lato godo di piccole libertà tutte femminili ( ceretta, bagno, manicure, telefonata fiume con l'amica del cuore, film d'amore in dvd, Oliver sul divano), dall'altro mi rendo conto di quanto mi manca la sua presenza, in tutto quello che lui fa e che lui è.
Lui è quello con cui passo le serate a tavola a chiacchierare, dopo aver cenato, di quello che succede nel mondo, di politica, di conoscenti, di lavoro...adoro questo nostro momento di confronto, che è diventata una costante in questi 6 anni insieme. E poi sparecchiare insieme e preparare la pappa all'Olly, farlo giocare come due bambini giocando a nascondino dietro le porte...Ritrovarci sul divano, sotto al plaid di pile, a guardare la tv o a fare zapping o decidere di andare a letto, ciascuno col suo librone...
Poi magari quando c'è ci scanniamo per ogni piccolezza ma devo dire che la nostra piccola routine quotidiana mi dà un gran senso di calore e di sicurezza che mi manca tanto quando lui non c'è....
Stasera quindi una bella accoglienza: se ce la faccio (cioè se tarda un pochino sull'orario come penso visto che arriva da Trieste) gli faccio una bella cenetta e preparo il dolce che mi chiede da un pò. Il magico budino della Lindt che sa davvero di cioccolato-cioccolato...

intanto le giornate passano tranquille e lunghe, meno male che adesso la sera comincia a essere chiaro,così mi faccio il viaggio di ritorno in macchina più piacevolmente...
Mancano 2 giorni e poi ritorniamo in quel di Svizzera: speriamo che al transfer di prova vada tutto bene e che non saltino fuori robe strane...

E intanto mi sa che questo we, se ci gira, prendiamo e andiamo in montagna a distrarci un pò...

lunedì 9 febbraio 2009

Cercandoti...

DIARIO DI UN’ATTESA

Dopo due giorni senza Marco mi assale la tristezza e la malinconia.
Tutto quello che normalmente è “normale”, la nostra casa, il nostro divano, il nostro “disordine”, la cucina dove passiamo gran parte delle nostre serate, mi guarda in silenzio, come se io, da sola, non riuscissi a riempire questo vuoto…
Penso e ripenso e rimugino, quando sono sola, e non mi fa bene.
Penso a quello che ci aspetta e mi lascio trascinare nello sconforto di percentuali, numeri, insuccessi, storie di anni di fallimenti, storie di dolore…
E così…se ne passa tutta una serata, irrequieta tra Internet e la Tv, cercando da un lato di soddisfare il desiderio di informazioni riguardo a fecondazione assistita e varie…e dall’altro cercando un po’ di distrazione in una leggera fiction italiana. Che però stasera non è poi tanto leggera, visto che quando si conclude io ho le lacrime agli occhi.
Ma cos’è? Saranno gli ormoni, penso, ricordandomi l’imminente arrivo del ciclo. E questa scusa è buona per lasciarle andare queste lacrime, per sfogarmi un po’ , di cosa bene non lo so, ma sento che forse è così che devo fare…fino a quando…
in piedi in cucina a preparare la borsa dell’acqua calda da portarmi a letto un pensiero sfuggente…riesco a catturarlo…
“Tu piccolo mio, non puoi nascere dalla sfiducia…”
come potresti farlo? Come puoi tu prendere vita, e forma, dai sentimenti negativi, dallo sconforto, dalla tristezza? Non puoi ,vero? Ho ragione?
I bimbi hanno bisogno di sorrisi, di coccole, di carezze, di gioia…
Perdonami. Troppo spesso il pessimismo, lo sconforto, la sfiducia e la paura fanno da sfondo a un progetto che ti riguarda e che è già abbastanza difficile così…
E allora, Fra, rimboccati le maniche, e poniti qualche obiettivo raggiungibile concretamente nelle tue giornate: un sorriso, una battuta, una qualsiasi cosa che ti renda la vita meno grigia e ti aiuti a colorare con i colori della speranza anche questo percorso che stai per fare.
L’ho chiamato “diario di un attesa”…non so quale sarà il finale, ma è dedicato a te. Il mio piccolo angelo, il mio cucciolo che è già nella mia testa…dentro di me…dentro a un amore grande così.
Fiducia.
Con questa parola inauguriamo questo diario. Che ne dici, cucciolo? Me lo fai ora un sorriso?
Domani ti racconto qualcosa di più di quello che ci aspetta.
Buonanotte…