Lilypie Second Birthday tickers

Lilypie Second Birthday tickers

giovedì 25 febbraio 2010

Walking in the sun...




Cammina nel sole
.....
e brucia le suole fino a che
Finche sulla strada
Profumo di viole c’e’
Cammina nel sole
Finché ti scaldera’
finché ti va
Finché avrai la sensazione di esser libero
Perche’ non c’e’ una età
Forever Young
E se non ce la fai più
Guarda in su’
E cammina nel sole
(Gianluca Grignani)


mercoledì 17 febbraio 2010

PENSIERI RUMOROSI

E’ un po’ che mi gira in testa di scrivere questi pensieri… Quando ho iniziato la ricerca di un bambino ero ingenua e , lo devo dire, molto ignorante … ero certa che , tempo qualche mese, sarei rimasta subito incinta. Non sapevo niente di quello che avrei incontrato poi sulla mia strada, delle difficoltà, dei problemi, di terapie e protocolli. Girando sul web sono approdata sul forum giusto, col senno di poi, dove raccogliere informazioni ma anche e soprattutto esperienze. E così, imparando i nomi e i principi attivi dei farmaci, sapendo a memoria i valori giusti di progesterone e b-estradiolo, e la misura in mm dei follicoli ovarici , ho affrontato anche queste cose… e’ così…ti tiri su le maniche, ti fai un bel pelo sullo stomaco e via di iniezioni, ecografie, visite da decine di medici, ogni volta diversi. E le batoste, quando non va bene. Il dolore, il pianto. La frustrazione, il senso di impotenza. E poi ricominciare, ogni volta, da capo.E in mezzo a tutto questo una rete incredibile di persone a cui chiedere aiuto, pronte a incoraggiare, sostenere, condividere. Scambi di indirizzi, consigli, centri. Scambi di farmaci.
E’ andata bene.
Una gravidanza vissuta col cuore in gola e le farfalle nello stomaco. Con qualche problema, ok, ma davvero un senso di completezza e felicità incredibili. E ti ritrovi fra le braccia questo frugoletto urlante, e tutto ciò che hai letto se ne va a quel paese, Estivill, la Hogg, tutti i saggi e i libri letti… Hai un neonato fra le braccia e tutto ciò che devi fare è stringerlo a te e dargli amore, latte e cure. Quello che dovrei fare è preoccuparti se dorme, se mangia abbastanza… Crucciarmi sulle poppate e il numero di ore.
E invece no.
Di colpo cataputaltata in un altro nuovo mondo. Digitando “labiopalatoschisi” su Google. E così , io che non sapevo NULLA di questa malformazione, scopro fotografie che mi stringono il cuore, storie di lotta, di tenerezza, casi e bambini mai visti prima. Scopro che tante mamme vengono a conoscenza di questo problema quando fanno la morfologica e si trovano così a vivere metà gravidanza pensando subito a dove e come far operare il loro bimbo (come per altre patologie, ovviamente...).
E scopro che non è uguale dappertutto. Che tutti gli ospedali , teoricamente, operano questa malformazione, ma non tutti “possono” farlo. Scopro che ci sono dei centri di Eccellenza, dei chirurghi più in gamba di altri, scopro che ci sono due linee di pensiero riguardo all’operazione…e imparo nomi di muscoli …palatini, e mascellare, e periostio plastica e velo faringe. Ma soprattutto, DI NUOVO, trovo qualcuno pronto a prendermi per mano, a darmi un consiglio, una dritta, un indirizzo…
Ho un’altra rete sotto di me. Barcollo, a volte cedo, ma so che qualcuno c’è. Sono fortunata, sulla mia strada ho incontrato persone di cuore.
E poi penso… che cavolo però , dovrebbe essere tutto meno crudele, non si dovrebbe essere qui a pensare a operazioni, ad anestesie fatte su neonati, ai punti, al dolore… a come organizzare le trasferte…alle complicazioni future…Responsabilità, paura…
Stavolta se va male, non sei più tu e basta, non sei più solo tu che ti prendi la tranvata in testa, ma tua figlia.
La responsabilità verso un altro essere umano è la cosa più forte che ho provato finora.
Sentire che dalla mia, dalla nostra decisione, dipenderà il futuro di Viola mi mozza il fiato.
So che sono fortunata e che la sua malformazione è una delle forme più lievi.
Ma non è a me sola che dedico questi pensieri.
E’ a tutte le mamme di quei bambini che hanno il labbro aperto, oltre al palato , e devono alimentarsi…che si ammalano facilmente…che vengono operati a 2 mesi e a volte anche a 5 e poi a 2 anni…alle mamme di quei bambini con cardiopatie gravi, che partoriscono e passano i loro primi mesi di vita in TIN. A tutte quelle mamme che ho conosciuto e sto conoscendo insomma, sulla mia strada, che invece di spaccarsi la testa sulla Estivill o sulla Hogg, si trovano a dover pensare che presto guarderanno il loro piccolo risvegliarsi da un’anestesia, che dovranno vederlo in ospedale, a visite, pareri, medici…

E tornare a casa la sera, non è facile.
Il rumore dei pensieri è così forte che non si riesce a dormire.
Non ho consigli, né soluzioni. Ho scritto di getto, tra ieri e oggi, tra sms con framartina e una chat con Suri, telefonate a lucio e claudia, tutti coinvolti in questi pensieri, in questa situazione, mentre nel tempo libero sto organizzando di portare Viola a Pisa, e contattando chirurghi e ospedali…
Suri mi dice una cosa vera e dolorosa. Chiedersi “perché” è devastante. Pensare che forse…se…non avessi…forse me lo meritavo…
Meglio lasciar perdere.
Si sta meglio ritornando per un pochino a pensare a cacche e pannolini e orari di poppate e nanna…e cose normali.
E forse rispondersi che “è perché li amassimo ancora di più”

Un abbraccio alle care amiche in pista con la PMA che so agguerrite. In bocca al lupo.
Un abbraccio sincero a chi ha sempre una parola, di conforto, un suggerimento, un aiuto.
Angeli silenziosi che mi sono vicini. Su CUB, sul forum della labiopalatoschisi, via sms , via FB.
Spero da morire, che una volta risolto il problema di V, possa anch’io diventare di aiuto a qualcuno.

Fine dei pensieri rumorosi.

giovedì 4 febbraio 2010

2 mesi di te...

ho letto ( e leggo) sempre con emozione e interesse i resoconti “mensili” di Caia riguardo al suo Momo…li ho letti durante l’attesa di Vi, respirando le emozioni che lei sa trasmettere così bene e li leggo tra una poppata e un pannolino da cambiare in questi due mesi.... mi hanno colpito la capacità di guardarsi dentro, la profondità delle sue riflessioni e l’infinita tenerezza con cui questa giovane mamma osserva ogni minima sfumatura dei progressi del suo piccolo.

Mi ero ripromessa che avrei provato anch’io a tenere un diario dei progressi di Vi (ovviamente impensabile anche solo tentare di raggiungere la poesia delle tue parole , cara Caia..) ma ad oggi, 1 mese, 3 settimane e 5 giorni ancora non ci sono riuscita..

Ci voglio provare però, perché adesso che le cose cominciano ad andare meglio e io ad abituarmi a certi ritmi, ho come la sensazione che i ricordi già comincino a sfuggirmi dalla mente, che certi attimi non torneranno più e anche se la mia mente è proiettata al futuro e al desiderio di vedere Vi un po’ più grande, devo ammettere che un velo di malinconia ripensando al tempo passato (e alla velocità con cui è passato) un po’ mi prende.

Dunque , tatina mia…

Il primo mese è stato il mese della conoscenza reciproca, dell’incontro… Ho affrontato il duro contrasto interiore tra il desiderio di averti finalmente e la voglia di “rispedirti al mittente”. La voglia di stringerti e quella di lasciarti per un pò a qualcun'altro. Mi sono sentita in colpa per questo...Non ti capivo, ero confusa, ero spaventata e spesso scoraggiata. Ma poi ho avuto anche momenti di grande forza e di ripresa e se ci penso me li hai dati tu. Prima di tutto quando, testarda e tenace, ti sei attaccata al tuo primo biberon, improvvisato, “inadatto” per te, e faticosamente ciucciavi lo stesso.

Ho adorato da subito poi il tuo fare la “pesciolina” da subito, durante il bagnetto , che è diventato ormai un momento tutto nostro assolutamente piacevole e divertente…mi sono tranquillizzata, quando massaggiandoti con l’olio, sentivo la tua pelle e i tuoi musco letti distendersi e rispondere alle mie carezze con piacere…

Mi hai fatto sentire indispensabile e “responsabile” ogni volta che ti sei aggrappata al mio collo con le tue unghiette , reclamando il latte a squarciagola, o ti sei calmata soltanto tra le mie braccia.

Mi hai aiutato a realizzare che sono la tua mamma.

E ora che ci avviciniamo a girare la boa dei 2 mesi, i progressi e le novità di queste ultime settimane sono innumerevoli e ripagano davvero di tutto…della stanchezza e delle difficoltà..

Il tuo primo sorriso, non quello sgangherato dopo aver preso il latte, ma quello “consapevole”, quello che ormai mi fai sempre più spesso quando ti svegli al mattino o quando ci prepariamo al bagnetto e ti parlo e tu mi guardi e ridi ridi…e mi ascolti con gli occhioni sbarrati…e ridi ancora…

I tuoi “ohh..” e “eeeh”..che prima sembravano essere solo dei “residui” di pianto o di lamento e invece adesso sono il tuo modo di esprimere il tuo piacere di osservare le cose , di farti portare in giro con la fascia per la casa…

La tua forza! Stai diventando “tonica” e scattante, quando facciamo la ginnastica , sei “tutta nervi” come dice la nonna…Punti i piedi contro il mio petto e ti spingi in là…e a pancia in giù tieni già su la testa ogni giorno di più.

Da un paio di giorni cerchi persino di girarti da sola…

I tuoi pasti sono ogni volta delle incognite, degli appuntamenti tragicomici: i tuoi “rutti” roboanti (diretta conseguenza della palatoschisi) e il come ti arrabbi quando non ti vengono e si capisce che ce li hai lì lì che ti danno fastidio…le tue manine che stringono nervose le mie dita come se avessero paura che ti tolga il biberon da un momento all’altro. Le volte che mangi beata, quasi addormentata e quelle invece che hai così fame che piangi e non ti accorgi neanche che hai il biberon in bocca…e in questi due giorni c’è stato il famoso “scatto di crescita” ; almeno così l’ho definito io e la nonna mi prende in giro per la convinzione con cui ho giustificato questo tuo comportamento totalmente incomprensibile: hai passato 2 giorni senza dormire un attimo di giorno, reclamando il latte a orari assurdi, in quantità imprevedibili, mangiando come una maialina, restando nervosa e in inquieta tutto il giorno…ritornando a 7 poppate e poi ancora a 6. Che dire? Rinuncio a capirti, e ti prendo così, tatina mia, e vedo che mi cresci sotto gli occhi , io che mi lamentavo e dicevo “ ma non cresce più? Tutti dicono che nel giro di pochi giorni le tutine di una taglia non vanno più bene e io ti ho vestito per un mese con la taglia 0 (44 cm) e nel giro di una settimana entri tutta bella piena in quella di un mese abbondante (54 cm)…

Stai crescendo e lo dimostrano le tue guanciotte sempre più rotonde, la tua pancina bella piena, le tue gambe tornite e scattanti , eppure burrose…stai crescendo e lo vedo sotto gli occhi…

E i tuoi sonni…così strani pure loro…sei arrivata a casa che dormivi soltanto se ti fasciavamo stretta come un burrito messicano coperta fin sopra agli occhi, poi piano piano hai imparato a “uscire dal bozzolo” e nei momenti di massimo relax, ti addormenti con le braccia in alto…anche se la notte ancora ti piace stare avvolta, ma non in una coperta qualsiasi, no, non in quella di pile,ma in quella di lana, quella che è stata mia, fatta dalla bisnonna 34 anni fa, una striscia di lana fatta di tanti quadretti dritto/rovescio, color panna, con tanti rammendi, che ha scaldato me e dopo 10 anni anche mio fratello e ora tu…Mostri già le tue preferenze e quando ti ci avvolgiamo, dopo poco crolli addormentata.

Il tuo respiro “rumoroso”, i tuoi singhiozzi nel sonno, le rare, ma divertenti “risate” che hai fatto mentre dormivi e che mi fanno sussultare….

E quante cose ancora piccola Vi potrei dire di questo mese e mezzo…quanto ti piace dormire sulla pancia del tuo papà, i sorrisi che gli fai quando arriva, le poppate che fai con lui la sera tardi così che io comincio ad andare a dormire e poi ti porta lui nella culla…la nostra prima trasferta dalla nonna M, una settimana da lei, dormire in mansarda io e te da sole...e poi la visita alla bisnonna...

Il tuo nasino tutto screpolato per il ciuccio, la cremina messa mentre dormi cercando di non svegliarti, le tue unghiette da tagliare e quando mi è scappata la forbicina e ti è uscito il sangue e il papà ha tagliato un cerotto a forma di "cerottino" minuscolo... e quanto mi sono sentita in colpa!!!!

I tuoi progressi sulla sdraietta...prima 2 minuti...poi 5...poi 10....ora ci permetti di cenare e qualche volta ti abbiocchi, anche se non ti piace dormirci...

Adesso Vi sono più tranquilla: ho imparato ad ascoltare quello che sento sia giusto fare e a non lasciarmi condizionare dai libri, dalle cose che leggo e dai pareri e commenti di parenti e amici non richiesti. Ti guardo e cerco di fare quello che mi viene…così, senza pensarci.

Se ti piace me lo dimostri, se sbaglio a interpretarti me lo fai capire.

Non mi fai più paura, anche se la sera mi addormento a volte pensando al futuro e a tutte le cose che mi aspettano con te.

Sono la tua mamma e questa è la consapevolezza più bella e importante che ho appreso in questo tempo.