Che bei giorni che sto passando... inutile negarlo...anzi...vorrei urlarlo a tutto il mondo!! La mia tatina è bellissima, mi regala sorrisi e risate stupende, e scoperte ogni giorno...gioca e chiacchiera coi suoi pesciolini IKEA ma anche con il riflesso del sole sulla parete...Si fa baciare e leccare da Olly, oltre che da tutto il genere umano. Ha stabilito una routine giornaliera consolidata, che mi lascia lunghi spazi per me, e quando è sveglia partecipa a ogni mia attività, persino la doccia o la vestizione: lei mi guarda e ride! Andiamo un pò in giro e finalmente le piace di più...si fa scarrozzare su e giù dalla macchina e dal passeggino senza lamentarsi: se ha sonno dorme, se vuole stare sveglia partecipa guardandosi in giro. Come la mamma ama i vestiti e comincia a vestirsi da grande per uscire: l'altro ieri infatti l'ho dovuta accompagnare perchè ha voluto comprarsi i suoi primi jeans...Quando è a casa però preferisce mettersi la tuta, proprio come me, e sgambetta felice sotto la sua palestrina. Come la mamma adora le creme e le cremine, e si gongola tutta quando mattina e sera le metto la sua lozione idratante bebè: è così buona che me la metto anch'io così abbiamo lo stesso profumo... Viola ha scoperto le sue mani e le piace succhiarle, mangiarle, morsichettarle: in realtà lo farebbe con le mani di tutti... Sta imparando a schiacciare i suoi pisolini un pò dove capita, su un letto, sulla sdraietta... Io l'adoro e mai come ora la sento mia figlia. Così "intonata" a me, così in sintonia. La capisco e questo mi rassicura. Adoro la mia piccola, simpatica, curiosa e dolce tatina!
dulcis in fundo: stanotte 23.30-8.00 tirate senza poppata notturna! Durerà? non lo so, ma la mamma apprezza!!
Vorrei segnalare alle mamme che mi leggono che in edicola, un noto settimanale femminile, ormai da un mese, vende in allegato dei bellissimi libri illustrati dai più famosi disegnatori (Altan, Silvia Ziche etc) con le storielle più conosciute e CD allegati. Oh...io non ho fatto pubblicità... però....
In questi giorni mi sto interrogando tanto sul mio modo di “essere mamma”. Partendo dal presupposto di quanto è stata cercata e voluta in questi anni Viola, mi aspettavo, forse che sarei stata iù “fisica”, come madre. Io la amo, Vi, la amo profondamente. La guardo continuamente. Ci penso continuamente. Quando dorme tanto dopo un po’ mi manca. Mi fermo a osservarla mentre cade nel sonno profondo la sera e mi intenerisce il modo in cui stringe la sua pezza di pelouche fra le ditina. Mi perdo nei suoi sorrisi, sono capace di stare intere ore a parlarle pur di strappargliene un altro o qualche espressione …un “ooh” un “meeeeh”. Da 3 settimane c’è molta interazione, che significa che le parlo continuamente (come mi hanno detto tra l’altro di fare a Pisa per stimolare il suo senso del linguaggio in previsione dell’intervento, di modo che non abbia bisogno di logopedia), le faccio vedere libri e gli racconto tutto quello che faccio e che succede intorno: lei mi restituisce gridoline, vocalizzi, sorrisi e ultimamente sonore risate. Io e Vi facciamo la ginnastica. Quando si sveglia verso le 18.00 e non è ancora ora della pappa ma non ha più sonno la porto sul tappeto, stendo un asciugamano , le tolgo pannolino e tutina e la lascio sgambettare mezza nuda. La metto a pancia in giù, le alzo e abbasso braccia e gambe cantando canzoncine, la tiro su per le manine seduta…e lei ride, ride, ride sempre, e fa un sacco di versetti…
Da quando ho/ha imparato ad addormentarsi da sola in carrozzina o nella culla io però ce l’ho in braccio pochissimo. Quando le do il latte, quando la porto in giro per farla digerire…stop. Quando è ora di dormire giù a nanna, qualche coccola ma neanche tante… non canto ninnenanne, le dico piano “ è ora di fare la nanna, devi chiudere gli occhietti così dormi e fai tanti bei sogni e diventi grande grande”. Stop. Le nostre coccole sono sonori baci con lo schiocco al mattino che le piace ricevere come buongiorno, e tanti piccoli bacini sul viso la sera, che mi ricambia leccandomi, la sera, prima di dormire… Il nostro contatto fisico sono le mie dita tra le sue manine che stringe quando mangia o quando giochiamo… Vi non mi si addormenta mai addosso. Non capita mai. Ancora, almeno. E’ più facile che si addormenti nella sdraietta mentre mangiamo. Io spesso la lascio piangere. Quando capisco che è nervosa e non riesce a “staccare” con la realtà e ad addormentarsi, la lascio sfogare 2-3 anche 5 minuti , poi la consolo e lei si addormenta “stremata”. Lo faccio da qualche settimana, da quando ho capito che con quel suo pianto “lamentoso” sembra dirmi “ non riesco a dormire, mamma”. Ho provato a prenderla in braccio ma è peggio… Insomma dove sta la mia “preoccupazione”? Ma niente, però lunedì c’era la prima vaccinazione e lei ha pianto come tutti gli altri bimbi per altro. Io l’ho presa in braccio tenendola abbracciata contro di me ma lei si divincolava: ha smesso di piangere solo quando l’ho presa in braccio dritta, girandola verso “il mondo” a guardare fuori dalla finestra…Era l'unica non avvinghiata alla sua mamma... Curiosa? Indipendente? Mah…
E nel cogliere l’occasione per fare gli auguri a Yaya per il suo compliblog mi domando… ma…
Un blog perché?
Mi gira per la testa da qualche giorno, quando ho cominciato a confrontarmi con blog come quello di Caia, di Mammafelice, di Carpina , e tanti altri che seguo tutti i giorni (Beba, Barbara, Pasticciona...)
Mi sono resa conto di come sia mal strutturato il mio. Senza un filo logico, conduttore. Senza “pianificazione”. E’ un guazzabuglio di pensieri sparsi e forse, maggiormente, di sensazioni e stati d’animo. E sono indecisa se continuare a scriverlo o no. Perché mi sembra che o lo si fa “bene” o forse meglio scrivere un bel diarietto personale senza pubblicarlo nell’etere.
E allora mi chiedo: ma cosa cerco scrivendo un blog? E soprattutto cosa do?
Scrivendo cerco di dare forma ai miei pensieri, cerco di mettere chiarezza tra idee confuse o tra sensazioni ingarbugliate: in questo mi ha aiutato. I commenti mi hanno aiutata. Accompagnare i miei pensieri da immagini è un altro aspetto che più mi è piaciuto: mi piace dare forma e colore alle parole.
Un altro motivo per cui ho scritto questo blog era che volevo che un giorno Vi lo leggesse: per questo ne faccio copie di backup e persino pdf da stampare e rilegare.
Cosa do? Cosa trasmetto io?
Qui mi sento più in difetto. Non do informazioni utili, non do idee per lavori di craft, non ho neanche consigli sulla mia “mammità” visto che la sto vivendo giorno per giorno. Inutile dirlo , questo blog non è di pubblica utilità.
Ho iniziato a scriverlo un anno fa perché non trovavo più posto per me nella sezione diari di un forum sull’infertilità che frequentavo da diversi anni. Un diario, appunto. Poi neanche questo è diventato. Forse nel periodo della gravidanza sono riuscita a dargli una forma più brillante, più scorrevole. A esprimere punti di riflessione interessanti. Ma ora?
A che serve?
Non scrivo particolarmente bene, non scrivo di cose particolari…Yaya si è evoluta in una forma “blogghesca” molto ironica e divertente, Caia riflessiva e approfondita…e via così.
Oggi abbiamo portato Vi da un nuovo pediatra. Un passaparola tra amici che come noi hanno voluto sentire un opinione diversa da quella del pediatra di base, senza i limiti di tempo e orari che solitamente l’ambulatorio medico impone e consultando una figura di una certa esperienza in merito. Difatti così è stato. Una lunga, lunghissima chiacchierata durata 1 ora e mezza con un giocoso “signore” sui 60 anni, barba bianca e sguardo tranquillo e rassicurante che ha visitato Vi in 10 minuti, pur controllandole tutto, con estrema calma e “paciosità” e dedicando tutto il restante tempo alle nostre domande. Abbiamo parlato della palatoschisi di Viola, della scelta che abbiamo fatto di operarla a Pisa…ma l’argomento sul quale avevo più domande e desiderio di “linee guida” erano riguardo al numero/frequenza delle poppate e conseguenti ore di sonno… La pdf mi ha sempre detto di seguire il mio “istinto di mamma” e quindi assecondare Vi ogni volta nel mangiare seguendo i suoi ritmi. Così facendo però spesso le nostre giornate sono state estremamente sballate, con orari irregolari, poppate fameliche e altre invece solo “consolatorie”, poco sonno etc etc. Piano piano, seguendo il mio personale “istinto di mamma” ho cercato di dare un minimo di regolarità e un pò da sola e un po’ “indirizzata” da me, si è assestata sulle 6 poppate ogni 3ore e mezzo-4, con orari più o meno “prevedibili”. Il pediatra buono con la barba suggerisce quanto segue (meglio metterlo per punti altrimenti scrivo un poema): - Per i bambini allattati con latte artificiale è consigliabile un allattamento secondo orari regolari che la mamma deve cercare di impostare secondo le sue esigenze e quella del bambino, in modo che siano ben integrate con la vita quotidiana di entrambi. Perciò ad esempio i nostri orari 3.30-7.30-12.00-16.00-19.30-24.00 ( ho messo un giorno “tipo” preso a caso) sono compatibili con le altre attività sia di mamma e di bimbo. - Se il bambino dorme e arriva l’ora della poppata VA SVEGLIATO . (piano piano, dolcemente, ovviamente di giorno, se dorme di notte sta lasciando la poppata notturna) - Se invece piange un’ora abbondante prima dell’ora si può cercare di “tirare” l’ora giusta con qualche accorgimento: ciuccio, tisana molto molto diluita… - In 5-7 giorni dovrebbe prendere questo schema fisso - I bambini vogliono “abitudini”, hanno bisogno di poter prevedere cosa succederà nel corso della loro giornata e bisogna aiutarli in questo - Dovrebbe lasciare da sola la poppata della notte…quando? Non ci è dato di saperlo per ora, ma finchè si scola tutto il biberon è improbabile che lo faccia perché è abituata ma perché ne ha bisogno… - I bambini sono “facili”. Non servono troppe cose per gestirli. Buona pappa, buon sonno, passeggiate fuori se possibile, coccole durante il cambio. “il massaggio shiatzu su un neonato di 2 mesi è ridicolo”. - Bisogna essere genitori un po’ “bradipi” (questa mi è piaciuta ☺) Se piange, non correre subito. Correre al rallentatore. Il bambino deve capire che non può avere tutto e subito. Che mamma e papà rispondono sì ai suoi bisogni, ma …”con calma”. (e qui serve un po’ di “cuore di pietra”….ma se vuole signora può aspettare dopo l’operazione..” - Questo perché il neonato nasce con questa famosa “ indifferibilità della soddisfazione libidica” ovvero… - Ehm - Ehm - Ehm - …. - … - ovvero - ovvero in lui c’è questo bisogno urgente di soddisfare i propri bisogni primari (pappa/nanna/coccole etc) che man mano deve essere “ stemperato”. Bisogna fargli apprendere che i vari momenti (pappa/nanna/gioco etc) hanno un valore diverso e quindi “somministrarglieli” secondo una routine a cui lui si abituerà piano piano e che lo renderà più tranquillo nelle sue abitudini e di conseguenza nelle sue richieste (e qui mi ricorda tanto la Hoggs).
- “Signora esca un po’ con la sua bambina che c’è il sole…non vede che colorino da…”insalata belga” che ha? “ (ridendo)
Ho scritto di getto quello che più mi è rimasto di questo incontro dove abbiamo parlato tra le tante altre cose dei vari tipi di LA, formulati e non, di coliche, di ciuccio, di sonno, di com’era nella pancia, dell’angioma di Vi., del fatto di metterla giù quando è sveglia, di un “Estivill” molto molto morbido , di non iperstimolarla (“ è un po’ palestrata la bambina!” quando gli ho detto che le faccio fare ginnastica…ma qui non transigo: sia a me che a Vi piace un sacco sgambettare e tirare su braccia e testa!!), di svezzamento dopo i 6 mesi etc.
Non so ancora se ce la farò a impostare questa ormai leggendaria routine ma sento che ne ho bisogno. Sento…(arriva il giro di parole)… che quando lei sente che faremo qualcosa (che sia pappa o bagnetto o nanna) anche io mi sento più tranquilla e sicura di me stessa e probabilmente le trasmetto questa mia “sicurezza” , la vedo più “gestibile” e lei stessa si lascia “gestire” meglio. Probabilmente ci saranno sempre quelle giornate un po’ così…quelle in cui gli orari sballano, i pianti non sono riconoscibili e consolabili, insomma… Però ci voglio provare. A 12 ore dalla visita ancora ho mille frasi e concetti che mi frullano in testa…ho ripreso in mano “il linguaggio segreto dei neonati” e mi sembra di ritrovarci così tante cose. Sicuramente la cosa che più mi ha rassicurata è il fatto che è opportuno stabilire degli orari fissi per le poppate. Aspettavo forse che qualcuno me lo dicesse, che mi dicesse che “è giusto” farlo. ( naturalmente questo discorso è valido esclusivamente per l’allattamento artificiale dove le quantità di latte (e di calorie) sono note e quindi poppate troppo ravvicinate possono dare effettivi problemi di digestione e se troppo lontane invece portare a un’apporto nutrizionale troppo sbilanciato nella giornata)
E infine...il ragazzone di 25 anni che in macchina dietro di voi suona impaziente il clacson perché non ripartite immediatamente quando scatta il verde al semaforo….ecco…proprio lui… antipatico… È l’ indifferibilità della soddisfazione libidica che non è stata “risolta” con l’educazione. Capito?
Venerdì 26 abbiamo avuto la visita specialistica a Pisa per valutare la palatoschisi di Viola e decidere se farla operare lì. Partiamo un po’ “incasinati” e disorganizzati, giusto la borsa del cambio per Viola e biberon, latte liquido e scalda biberon da macchina. Dopo aver attraversato una Milano già incasinatissima sotto la pioggia scrosciante, procediamo in autostrada...il viaggio si rivela confortevole anche se è una bella “tirata” e poi diluvia. Io ho una intera notte di arretrati di sonno, perchè dalla tensione non ho chiuso occhio neanche quando potevo e in macchina invece continuo a sorvegliare Viola da un lato e Marco dall'altro che guida…
La visita va bene, il dott. Gatti ci ha fatto un’ottima impressione e decidiamo quindi di affidarci a lui. Ci chiameranno verso fine Maggio. All’uscita dell’ospedale il maestrale ci investe con tutta la sua forza, nuvoloni neri in cielo ci fanno desistere dall’idea iniziale di mangiare qualcosa al mare e decidiamo di entrare in un ristorante sul lungarno e filarcela a casa.Viola si addormenta nella carrozzina e ci permette un pranzo rilassato e tra una chiacchiera e uno sbadiglio, il cielo si apre ed esce un sole splendido. Ok , allora andiamo un salto a Marina di Pisa a vedere il mare.
E’ un mare arrabbiato, impetuoso che sbatte furioso sugli scogli. Lo adoro. Io adoro il mare ma questo , in quel momento particolare, mi riempie il naso, i capelli, mi entra nel cuore e nell’anima, nella testa e mi scombussola i pensieri…non penso più a niente, guardo Viola imbacuccata nella sua tutona e gli occhi assonnati di mio marito…E dico “ amore…perché non prendiamo una stanza in un albergo e passiamo una giornata qui?”
Io.
Chi mi conosce sa bene la portata di una cosa del genere. Io non sono ASSOLUTAMENTE il tipo da cambi di programma, improvvisate, cose non organizzate. Le poche volte che qualcosa di simile è accaduto in passato sono andata sempre in panico.E ora invece viene da me… Mio marito mi guarda attonito e mi chiede diverse volte “ ma sei sicura?”
Sì, sono sicura. Quello di cui ho bisogno ce l’ho con me. Mio marito, mia figlia.
Il resto è solo felicità: è un albergo con una finestra immensa sul mare, è andare la sera in pizzeria con Viola che dorme beatamente nell’ovetto per 3 ore filate permettendoci di mangiare, ridere, chiacchierare…è svegliarsi la mattina e andare a fare colazione in albergo con lei che ci sorride, prendere la macchina e visitare Piazza dei Miracoli, è un pomeriggio passato interamente a spingere il passeggino sulla sabbia proprio sul bagnasciuga (rimettendoci una ruota del Peg Perego J), raccogliendo conchiglie e facendo miliardi di foto. (alla fine le notti sono diventate 2), è farmi la doccia e lasciare i miei capelli al naturale, ricci e disordinati, senza piastra…è lavare il body di Viola nel lavandino e asciugarlo col phon dell’albergo…è tutto e niente.
Non dimenticherò mai questi tre giorni, dove ho realizzato non solo che Viola non è un limite, ma una grande possibilità che mi è stata data. Che posso fare le stesse cose di prima, solo diversamente e forse meglio. Che se una mostriciattola di 2 mesi e mezzo è capace di farmi cambiare così tanto allora merita tutto il mio amore e tutta la mia dedizione. Grazie Vi, perché mi hai regalato 3 giorni indimenticabili.
[p.s. naturalmente in tutto questo mio marito è stato come al solito la mia roccia, il mio grande amore, ancora una volta “standomi dietro”…l’uomo con cui sono sicura passerò il resto della mia vita]
Non so da dove iniziare questo post che potrebbe diventare “storico” per tutto quello che rappresenta…anche se il fatto di mettere nero su bianco questo “qualcosa” fa quasi un po’ paura, come se, sviscerandolo, poi “fatalmente”, possa finire.
By the way.
Il “qualcosa” ha iniziato a cambiare verso l’inizio della settimana scorsa. Un confronto con alcune conoscenze su FB, tutte mamme, sui vari metodi di “addormentamento”, ha fatto “scattare” in me la voglia di provare a cambiare alcune cose nel mio approccio con Vi.
Ero sola a casa, nessuno a dare consigli, a visionare i miei “esperimenti” , ragione per cui , credo, sefai qualcosa e sbagli …ne sei responsabile solo tu. Se fai qualcosa perché te lo dice qualcuno e sbagli , ti sentirai sempre di non aver seguito fino in fondo il tuo “istinto” di mamma. E quindi se la cosa va bene, l’autostima e la soddisfazione sono davvero tanti!
Insomma, dopo aver passato 2 mesi e mezzo ad addormentare Viola tenendola in braccio e cullandola e camminando per casa per poi ritrovarmela sempre urlante e nervosa una volta che la adagiavo nella culla/carrozzina/ovetto, …ho provato a metterla giù da sveglia.Appena si stropiccia gli occhi o inizia quel piagnucolio lamentoso…zac…giù nella carrozzina, giostrina coi coniglietti accesa, o carillion nella culla hanno fatto da complici.
shhhh...non diciamolo forte ma ...ha funzionato. Viola ha iniziato a dormire circa 2 ore dopo ogni poppata, il che ha portato le sue ore di sonno da circa 4-5 al giorno a una media di 12 ore!!
Passa lunedì, passa martedì…il sistema funziona. Per quanto non lo so, non mi illudo , né mi professo “brava”, però intanto funziona. Non so domani che sarà, ma è una settimana che va così, splendidamente così, Viola è serena, dorme profondamente, si sveglia bella rossa in viso, riposata, ciuccia il suo biberon avida e volentieri. E’ serena e sorride sempre.