Sto fischiando da 2 giorni.... più che un fischio è un ringhio...La stanchezza mi sale nelle ossa, non riesco a dormire, la tensione mi aggroviglia lo stomaco. Voglio stare DA SOLA. Ho bisogno di tranquillità e che TUTTI si rendano conto che non ho le spalle così larghe come sembra.
Non che la Vi fino ad ora non avesse proprio mangiato nulla....anzi, nell'ordine: pera, banana, mela, carota, crosta del parmigiano, crosta del pane, sugo della pasta alle zucchine e ricotta, semolino ai 4 formaggi.... Ecco, visto la voracità della piccola, ho deciso di iniziare... ho scelto un giorno qualsiasi, un giorno così...senza particolari ansie e pretese, se non quella di non aver preparato bene sto cavolo di brodo che davvero ha un colore giallino pallido tristissimo. Non ce l'ho fatta a prepararle la prima pappa "secondo regolamento", cioè brodo + crema di cereali e olio. Mi veniva male. Ho messo la Vi nel Bumbo e le ho servito le verdure passate in 100 ml di brodo pallido (tot 200 ml di pappa (carote/patate/zucchine) + 2 cucchiai di mais e tapioca + 1 cucchiaio di parmigiano + olio.
e poi capita che ti ritrovi a guardarla mentre dorme nel suo lettino, così pacifica, così rilassata...così bella...e ci passi minuti... E non riesci a spegnere la luce e dormire, perchè è un'emozione così grande osservarla e pensare che è tutta mia, che è la mia meravigliosa bambina che da una settimana mi si allaccia stretta al collo, che mi dice "mma-mma" e tante altre cose ancora che mi tolgono letteralmente il fiato. Ed è stupendo pensare che per tutta la vita lei sarà con me e io con lei. E mi sale il ricordo dei miei risvegli da bambina, che volevo che mia mamma mi svegliasse coi bacini, tanti, piccolini...e per me era tutto, il suo profumo, il suo abbraccio. E pensare che io possa dare la stessa felicità e la stessa sicurezza a Vi... stasera non riesco a dormire, troppe emozioni in circolo e non so neanche perchè.
- Che i bambini hanno una forza di recupero incredibile( come ci ha detto lo stesso dottore, se noi facessimo lo stesso tipo di operazione non riusciremmo a mangiare per almeno una settimana) - Che si adattano in fretta alle situazioni nuove(letto nuovo/ pappa nuova/ambiente diverso) - Che però se in queste circostanze particolari gli portiamo qualcosa di “loro” famigliare ci si attaccano ancora di più(ormai Vi e Dou-Dou sono un tuttuno per non parlare della palestrina che ormai ha viaggiato con noi dappertutto) - Che noi genitori dobbiamo essere “uniti” nelle nostre scelte e decisioni, altrimenti è dura affrontare queste esperienze. - Che ci vuole pazienza e capacità di adattamento , soprattutto noi grandi, costretti in una stanza tutto il giorno per 4 giorni(non oso pensare a chi fa degenze più lunghe....) - Che però, e questa rimane una mia convinzione, anche in queste situazioni un minimo di “regole” non fanno male, anzi aiutano i nostri cuccioli a “orientarsi” in una situazione nuova e per loro difficile(fare la nanna a intervalli regolari, mangiare comunque cercando di rispettare gli orari, dedicare tempo al gioco e altro alla calma). - Che stare in ospedale non è bello ma può diventare meno difficile se c’è qualcuno con cui parlare, scambiarsi consigli e aiuto e mangiarsi una pizza. - che si impara a essere più tolleranti verso gli altri(che ognuno vuole dire la sua e ognuno dice una cosa diversa) - che l'affetto e la vicinanza di tutte le persone che ci hanno scritto sms, messaggi, lasciato commenti ,telefonate etc...è IMPAGABILE
Stiamo tornando a casa. E ancora il cielo è blu, l’aria calda, i campi di grano dorati scorrono lungo la strada sorridendoci. La Vi dorme e ogni tanto apre un occhio, Sorride.
E’ tornata la “solita” , anzi forse con qualcosa in più. Sta seduta bene da sola, da quando siamo arrivati a Pisa dice “ma ma ma “, dà i pugni a tutto ciò che trova, e salta in braccio come una ranocchietta. Mi sembra serena, allegra, la solita.
Ieri è stata la giornata della ripresa. La sera precedente non ho scirtto perchè ero piuttosto stanca e scoraggiata. A parte i pianti di dolore da calmare, mi sembrava che non ci fossero poi questi gran miglioramenti nel suo prendere il biberon. Dopo qualche ciucciata si arrendeva , per il dolore, lo sfozo, la fatica. E io mi demoralizzavo, pensando che non “avrebbe dovuto “ essere così, che avevo letto che... troppe cose ho letto ecco qua.
Mi devo ficcare in questa testaccia che ogni bambino è a sé e ognuno coi propri tempi.
By the way, ieri mattina Claudia mi ha “salvata” in extremis , consigliandomi di provare a darle altre cose oltre al latte: yoghurt, actimel, omogeneizzati di frutta...cose che non avevo neanche considerate a) perché nessuno me lo aveva detto b) perché pensavo che dovesse essere svezzata per poter prendere lo yoghurt etc etc… Ancora una volta i suoi consigli sono stati preziosissimi. Ogni poppata un po’ di latte in più ma senza sforzarla e poi yoghurt a volontà (e qui sulla volontà della Vi non c’è bisogno di dire nulla eh).
Buon compli-mese Viola!! Oggi 3° giorno. Ci hanno detto che sarebbe stato il più difficile per lei perché passata l’anestesia avrebbe provato più dolore e fastidi. Mah, ora sono le 17.00 e si è addormentata e a me pare che il peggio fosse ieri a quest’ora…Tutto sommato la mattina è andata via tranquilla, siamo andati col passeggino nel parco dell’ospedale e un po’ d’aria “sana” e di piante da osservare l’hanno intrattenuta per un bel po’… a orari regolari di 6 ore le diamo la tachipirina per il dolore e cerchiamo di darle il latte. Mi aspettavo che avrebbe ripreso subito a succhiare , invece dopo 50-60 gr butta indietro la testa e piange disperata e glielo devo spruzzare a forza. In questi momenti ci facciamo entrambe delle sudate tremende e mi pare di andare indietro anziché avanti…Ma come? Io che avevo letto di bambini che dopo l’operazione si attaccavano al seno?! Che ciucciavano da biberon normali? Perché a noi non succede? Non mi dispero, ma voglio capirlo e intendo rompere le palle al dottore per saperlo. Alla fine però mi sforzo di “forzarla” a prendere il latte perché le serve per sostenere i farmaci che prende. Oggi pomeriggio c’è stato un netto miglioramento nel suo umore: ha giocato, riso e si è rotolata nuda sotto la palestrina!, E ringrazio il mio istinto che un mese fa mi ha spinta a introdurre la frutta nell’alimentazione di Vi e ad abituarla al cucchiaino ( “ chissà che magari dopo l’operazione si rifiuti di succhiare?” noooooo, mi dicevano…. Ehhh , ma dai?!) nonostante la pdf fosse assolutamente per lo svezzamento a 6 mesi. Così la miss ha voracemente pappato 100 gr di omogeneizzato di pera che per puro caso mi hanno portato nel pasto di mezzogiorno. E’ un piacere vederla gustare così le cose e ho avuto l’impressione che le desse anche sollievo qualcosa di fresco in gola. Ci vorrà qualche giorno prima che riesca a succhiare il latte, visto che è cambiato totalmente il suo modo di deglutire, deve imparare a coordinare la suzione (però ora si sente che fa il “vuoto”…una succhiata vigorosa!) con la deglutizione. Penso che anche deglutire la pera sia comunque un esercizio per farla abituare alla nuova situazione anatomica, e comunque sempre meglio che niente.
E a parte questi particolari pratici? Non so, come tutte le volte che mi trovo in ospedale mi sembra sempre difficile riuscire ad avere informazioni, però con noi sono tutti gentili e non mi posso lamentare. Le infermiere fanno il filo alla Vi e la vezzeggiano con tante coccoline, però allo stesso tempo ci siamo resi conto che questo reparto, nonostante la professionalità e l’abilità del chirurgo che lo rende particolarmente eccelso nella risoluzione di questa malformazione, non ha una sola persona (medico o infermiere che sia) specializzato in pediatria, capace perciò di gestire situazioni di possibile interesse strettamente pediatrico. E’ il caso dei nostri compagni di “viaggio” di cui non entro nei dettagli per loro riservatezza. Io e marito ansioso siamo piuttosto “cotti”, dal caldo, dalla tensione, dal poco sonno e non vediamo l’ora che ci dicano che possiamo tornare a casa.
Riflessione: mai come oggi le risate di Vi mi hanno fatto cantare il cuore!
Il pianto è un pianto roco, cantilenoso, che nei momenti di energia diventa un pianto incazzato in un corpicino arrendevole, che si lascia andare tra le braccia…che si gira a destra e sinistra senza un perché, cercando un qualche conforto che non riesco a darle.
Sono le 22.15 . lo sguardo di Vi è annacquato dal pianto e il suo sonno pieno di singhiozzi. So che starà meglio, lo so, ci credo e ne sono convinta, però cazzo, fa un male vederla così.
...per carità, so che c’è di peggio, operazioni più rischiose, delicate, forse anche dolorose ma…è qualcosa che non si può descrivere vederla così.
E’ arrivata dalla sala piangendo spaesata, siamo riusciti a calmarla per poco, tenendola in braccio, poi abbiamo capito che cercava il buio e così abbiamo abbassato tutte le tapparelle (ora che mi viene in mente avevo proprio letto che nei bambini l’anestesia può dare reazioni simili alle allucinazioni e bisogna appunto oscurare per un po’ la stanza)
Le abbiamo dato 30 ml di acqua zuccherata e dopo mezz’ora abbiamo cercato di darleil latte come suggerito dalle infermiere ma non c’è stato verso. Pianto-pianto-pianto disperato.
L’ho messa sul letto con me, su un fianco, abbracciata al suo rotolone di spugna e si è addormentata.Dopo un ‘oretta l’ho svegliata e sono riuscita a farle prendere 60 ml di latte. Si è riaddormentata di nuovo. E ora è qui davanti a me che dorme e non so cosa farei per poterle evitare questa sofferenza.
Mi aspettavo meno “dolore”, devo ammetterlo, le esperienze che avevo raccolto sono differenti, chi è come se niente fosse successo, chi invece ha sofferto per settimane. Mi sa che Vi ne avrà per un po’, è molto insofferente, anche se prima,mentre tentava di succhiare col suo nuovo palato, per un attimo, le ho visto negli occhi la stessa ostinazione e caparbietà di quando tentava di succhiare appena nata. Dai Vi, che ce la fai. Come avevo già detto….tu sei una tosta…
Solo una riflessione: per quanto ci fidiamo del medico che opererà il nostro bambino, dell’ospedale, della tecnologia, della terapia del dolore…per quanto rassicuranti siano le infermiere e il personale…per quanto liberatorio può essere anche la prospettiva di una qualità della vita migliore
è davvero doloroso vedere il proprio bambino così, con l’anestesia, con gli occhi gonfi per le lacrime etc…E’ un qualcosa che da un lato ti fa sentire impotente per non poter fare più di tanto, dall’altro ti fa prendere coscienza che sei tutto ciò che lei vuole adesso: la sua mamma e il suo papà e non esiste altro per lei.
E’ totalizzante e spiazzante. Mi fa sentire forte e fragilissima allo stesso tempo
La notte è stata un po’ movimentata ma tutto sommato penso che poteva essere peggio.
La Vi si è lamentata un po’ di volte ma credo per il lettino non di suo gradimento e per il fatto che non aveva la panciotta piena di latte e biscotto…Alle 4.00 l’ho svegliata per l’antibiotico e il latte poi ci siamo riaddormentati, stavolta in pace. Alle 7.00 dolce risveglio come al solito, con tanti “buongiorno” e bacetti, e lei che ancora una volta ride e sorride a tutti.
Alle 8.30 è arrivato il dottore, uno sguardo in bocca e una coccolina sulla testa e poi via…accompagnati dall’infermiera siamo andati al piano di sotto dove l’abbiamo lasciata tra le braccia di due simpatiche infermiere in camice verde.
E da qui è partita l’attesa.
Porca miseria come ha ragione chi dice che queste sono le ore più lunghe in assoluto…mi sento fremere, vorrei andare a prendermela, mi manca, però sono anche tranquilla, scrivere mi aiuta, marito ansioso invece legge e si mangia le unghie. Ognuno a modo suo, si fa passare il tempo che comunque è rivolto a lei. La stanza è piena del profumo delle robinie e dei gelsomini in fiore del parco dell’ospedale e il cielo è blu come ieri: sono piccole cose che mi rendono serena.
Gli altri bimbi stamani sono tranquilli: finalmente Andrea dopo due giorni riesce a dormire e Giosuè ha preso il latte e la sua mamma è tutta felice perché ora succhia molto molto meglio.
Ho fatto qualche foto alla Vi , chissà se le vorrà vedere un domani, quando le parleremo della sua operazione…
Scrivo perché marito ansioso ha portato il PC del lavoro con la chiavetta e niente mi rilassa e mi toglie tensione del mettere nero su bianco la mia giornata.
Siamo partiti con un cielo terso e azzurro come gli occhi insonnoliti della Vi, un po’ stranita dall’essere stata svegliata così di primo mattino…il viaggio è andato via veloce, e a un certo punto, in autostrada lo spartitraffico ha cominciato ad essere popolato di allegri oleandri in fiore mentre ai lati della strada cominciavano a comparire i primi pini marittimi : ecco, per un attimo ho pensato che forse stavamo andando al mare e non all’ospedale. Ho provato a immaginarmi e devo dire che alla vista del mare ci ho quasi creduto! Abbiamo fatto un salto a Tirrenia ( un posto obiettivamente poco attraente ma che ci ha lasciato nel cuore qualcosa) a mangiare un panino e poi via, a Pisa. Siamo arrivati e ci hanno subito accompagnati nella nostra stanza, confortevole, fresca grazie all’aria condizionata, pulita, un po’ isolata dalle altre due pediatriche, dove sono ricoverati altri due bambini, perché per ora ne hanno solo 2 attrezzate per loro. Credo che , visto l’aumento dell’attività operatoria, verranno predisposte anche le altre. Bè alla fine rispetto all’atteso, manca solo il microonde, ma è un attimo andare a scaldare il biberon in cucina. Non ci sono gli asciugamani e io li ho portati solo per Vi, così poi M. uscirà a comprarli e a prendere anche un po’ di frutta e di cibarie. Alle 14.30 riesco finalmente a far addormentare la piccola, ma dopo poco viene svegliata dall’arrivo dell’anestesista che ci chiede un po’ di cose di routine, ci spiega come “prepararla” per essere a digiuno domattina e poi ci dice cosa aspettarci, in termini di dolore e/o reazioni domani e dopo. Facciamo quattro chiacchiere con la mamma del piccolo Andrea, operato ieri e superarzillo anche se sta facendo preoccupare la mamma perché ancora non mangia…scopriamo un po’ quello che mi aspettavo: entrambe siamo arrivate qui attraverso info su internet, attraverso Lucio etc etc… è come incontrare qualcuno che conosci da sempre. Fa uno strano effetto. Vi è euforica, non è agitata o nervosa, ma è scalmanata come mai. Ride, si agita, sgambetta un sacco, non dorme un attimo eppure si vede che ha gli occhietti stanchi. Mi chiedo come faccia. Secondo me è sovraeccitata dalla novità. Sta nel suo lettino pediatrico (che abbiamo abbellito coi i pesciolini ikea –aficionadas) e ci naviga dentro, muovendosi come un’anguilla, rotolandosi a sx e a dx. Speriamo che questo la faccia dormire stanotte. Dovremo darle la solita poppata alle 19.30 (poi antibiotico), poi anticipare quella delle 23.00 alle 21.00 o addirittura saltarla e invece svegliarla alle 4.00 per darle una poppata di latte diluito (e ancora antibiotico).
p.s. La signorina ha scelto il giorno del suo ricovero in ospedale per dire per la prima volta “ma-ma-ma” e “ me- me-me”. Che sincronismo! ----------------------------------------------------------------------------------------------- E….dopo un pomeriggio al rallentatore cercando di far giocare Vi, siamo arrivati la sera a “fare baldoria”. Spiego meglio: nelle altre 2 camere ci sono altri 2 bimbi e rispettivi genitori che all’ora di cena hanno apparecchiato il tavolino della sala d’aspetto con pane, salame, grana e birretta...Viola e Andrea si guardavano dai loro seggioloni e si tiravano le bottigliette d’acqua vuote mentre noi ci siamo fatti travolgere dalla simpatia e convivialità di Annalisa e Massimo che,.. non è giusto, purtroppo, ma sono un po’ di casa qui e allora hanno escogitato vari sistemi per passare e soprattutto allietare il tempo.(loro e quello degli altri!) Ecco. Altri angeli sulla mia strada in questo percorso. Persone pronte a parlare, a raccontare, anche a confidare. Nella convivialità si disperde il dolore, la preoccupazione, le difficoltà che senza dubbio i problemi dei nostri cuccioli ci hanno portato. Ma forse , per contro, ci viene dato anche questo in cambio, E la serata si è allietata così, tra una chiacchiera e l’altra, un sorso di birra e un gelato, e a me sembra tutto così surreale e così “particolare” che non mi pare vero che domani , la mia cucciola, andrà in sala operatoria… Ecco, stasera mi addormento (si fa per dire, gli orari sono tutti sballati e già spero di ripristinare tutto come prima al rientro) con la sicurezza che domani ci sarà qualcuno che saprà e vorrà dirmi una parola di più, anche solo un buongiorno , con cui probabilmente dividerò caffè e parole. E’ davvero bello non essere soli. Questa è la mia fortuna in tutto questo. Ancora una volta.
Andare all'ospedale con un bambino è fare finta di andare in vacanza.
Anche se ha 6 mesi. Ormai ha i suoi ritmi, i suoi giochi, le sue attività... e anche se probabilmente starà male ,magari avrà dolore o sarà "rintronata" dall'anestesia io voglio che Vi ritrovi il maggior numero di cose possibili che le sono care e che le piacciano, che la fanno sentire tra le sue cose. Quindi via libera a giochi, trillini, libretti di stoffa, carillion e (embè c'abbiamo la macchina graaande) anche la palestrina smontata che non si sa mai se servirà a distrarla.
Comunque alla fine mi sono ridotta a stasera alle 21.00 a fare la valigia, perchè per tutto il giorno ho ballato in giro con la testa confusa, tra un saluto ai nonni P&P, l'amica che ci ha fatto visita con la nana coetanea della Vi portandoci un elefantino portafortuna, decine di sms affettuosi, pizza con i nonni A&M e varie ed eventuali.
lista dell'ospedale per Vi -pannolini -pigiamini corti -calzine da mettere sulle manine -varie per la pulizia -latte in polvere/biscotto/biberon e tazza per l'acqua - detersivo per piatti per lavare i biberon e amuchina per eventuali sterilizzazioni - un telo impermeabile per farla stare senza pannolino (è un'abitudine) -salviettine per il cambio, salviettine rinfrescanti -termometro -tachipirina pediatrica che non si sa mai -fazzoletti di carta -pelushino preferito (e un pò svomitazzato ma guai se lo lavo!)
-coraggio, coraggio e ancora tanto coraggio....
p.s. maritoansioso vuole portare la macchina fotografica: io ho ruggito un "non se ne parla nemmeno" che credo di averlo steso. A presto.
Venerdì è arrivata la tanto agognata telefonata. Presentarsi entro le ore 12.00 , mercoledì 9 giugno, operazione prevista per il giorno seguente. Stavamo dormendo quando è suonato il telefono. Noi tre, io, marito e Vi, nella penombra delle cinque del pomeriggio, spalmati sul letto a cercare il fresco. Io guardo M, che guarda Vi che dorme. Dorme così serena. Da quando è arrivato il caldo e la metto nel lettino ha sviluppato una concezione di spazio tutta sua, occupandolo in 3D in posizioni assurde ma tremendamente rilassanti per lei. Dorme bene. Dorme col viso felice. Decidiamo di trascorrere il we senza avvisare nessuno (nonni, amici, etc). Facciamo finta di niente per due lunghi giorni scanditi soltanto da noi tre, ritmo familiare, un telo sull'erba a giocare e farci le coccole, spesa insieme al supermercato, e stop. Abbiamo cercato di darti tanta tranquillità e farti ridere, divertire, giocare con noi, piccola Vi. Poi la settimana è iniziata e con essa il countdown. La mamma è in para, in un'intera giornata di oggi è riuscita solo a fare la lista delle cose che deve portare, per il resto ti è stata abbarbicata come una cozza (io a te!!), deliziandoti (o deliziandosi) delle coccole più dolci, di bacioni e pernacchie e giochi con l'acqua che fa tanto caldo. Non ho voglia di nessuno intorno. Voglio solo te. Si affaccia una selvatica paura di non averti più vcino a me che devo scacciare come se il diavolo. Pensieri. Paure. Tu ora dormi e ti guardo attraverso il baby monitor spalmata per traverso nel lettino. Che forza che sei. Starei ore a guardarti. E penso che essere mamma è cercare di trovare il giusto modo per starti vicina senza farti percepire la mia paura. E' indossare una maschera di sicurezza e di "so quello che sto facendo", perchè gli altri , in fondo , vogliono questo da me. Io che risolvo le cose, fisso appuntamenti, prendo decisioni: è ovvio che io sappia cosa fare.
E stasera, mentre cercavo tenacemente di levarmi lo smalto con la lozione struccante per gli occhi ho realizzato che non è che so mica tanto cosa fare...e ho ringraziato il cielo che non mi stavo struccando gli occhi con l'acetone. Ecco, un giorno è passato. Domani girandola di saluti nonneschi, e di bagagli da preparare. Notte Vi. Amore mio. Ti voglio bene. Te lo dico ancora, adesso, in partenza per questo "viaggetto".
Osservando le statistiche di accesso al mio blog mi sono resa conto che molti lettori sono approdati qui facendo ricerche in Google sulla palatoschisi. Ne ho parlato qui, quando ho dovuto affrontare questo problema alla nascita di Vi. 6 mesi dopo,e ormai vicinissimi all’intervento correttivo, ho pensato che fosse mio dovere fornire qualche informazione in più, visto che considero questo mio piccolo spazio nel web, non solo come un contenitore dei miei pensieri e delle mie emozioni, ma anche di possibili spunti di riflessione e informazioni.
Perciò, se approdate a questo post digitando “palatoschisi” in Google, state cercando informazioni su questa MALFORMAZIONE. Eh sì, cominciamo a chiamare le cose con il nome giusto. Almeno, io preferisco così. Non c’è niente di male, no? Già perché noi alla prima visita che facemmo a Vi, fummo messi seduti e ci dissero (testuali parole): “innanzitutto quella di vostra figlia non è una malformazione, e neanche un problema, ma un piccolo “difetto”, perciò noi non useremo mai questa parola (malformazione) per descrivere vostra figlia”
All'epoca (5 giorni dopo il parto) questa frase mi fu di grande consolazione e incoraggiamento. Come una leonessa, tornai a casa e dicevo a tutti “NON è una MALFORMAZIONE è un DIFETTO”.
Balle. Se chiamiamo subito le cose col loro nome e ci abituiamo subito ad affrontare la realtà per quella che è, pur difficile essa sia, riusciamo ad affrontarla con più competenza, sicurezza e fiducia. Quindi, la palatoschisi è una tipologia di malformazione che rientra nella definizione più generica di LABIOPALATOSCHISI , in quanto la schisi (fessura) può interessare il solo labbro, il solo palato o entrambi.
Poi immagino che magari qualcuno sarà arrivato qui digitando le parole “palatoschisi cause”.
Già... Perchè? ce lo si chiede eccome? Io mi ci sono spaccata sopra la testa. Avendo fatto una FIVET ho pensato subito ai farmaci. Avendo assunto antidepressivi, ho pensato a quelli.
Consiglio: non chiedersi perché. Non serve. Non serve ad affrontare la situazione ma solo a incamerare nei pensieri sensi di colpa per qualcosa che si pensa di avere o non avere fatto. E soprattutto si perde tempo che in questi casi è prezioso.
Ma se come me avete digitato in Google “ palatoschisi allattamento” o“palatoschisi alimentazione” ecco che ci avviciniamo al primo grande problema che questa malformazione ci mette davanti. L’alimentazione… che non è poco, a pochi giorni di vita.
Bè, in realtà, non a tutti è andata male come a me che nessuno ha spiegato che non avrei potuto allattare Vi e che non avrebbe potuto succhiare da un biberon normale, ci sono mamme che scoprono questo problema facendo la morfologica e sono così “preparate”, magari hanno già preso contatti con le consulenti della Leach League o si sono quantomeno dotate di un buon tiralatte e del biberon Habermann, distribuito da Medela. Ma dove trovarlo? La mia farmacia ci ha messo tre giorni a farlo arrivare e me l’ha fatto strapagare. Da allora in poi ho acquistato tutto qui, comprese le bottiglie più capienti da 250 ml, le tettarelle e i filtri di ricambio. Velocissimi nella consegna e decisamente meno cari che in Italia.
Intervento operatorio. Passato il primo momento di panico pro-alimentazione, c’è da affrontare questa scelta. Dove operare? Quando? Come scegliere?
A questo proposito per me è stato fondamentale la lettura in tutte le sue parti di questo blog , e il contatto con la persona fantastica che lo tiene aggiornato che DA GENITORE mi ha saputo dare tanti consiglie tante indicazioni. Il suo blog è davvero molto improntato sull’importanza della SCELTA del centro dove operare il proprio bambino, e sottolineo SCELTA, perché , l’ho capito a mia volta, non sono gli altri a costringervi a operare in questo o quello ospedale , ma siete voi che leggendo,documentandovi e cercando di capire arriverete a scoprire che non tutti possono operare e non tutti ne sono capaci. Penso che questo blog sia il più esauriente a tale riguardo (c'è anche la sezione dei pdf ) pertanto non mi esprimo oltre su questo aspetto.
Per quanto mi riguarda io ero FERMAMENTE convinta di far operare Vi nel primo ambulatorio di chirugia maxillofacciale dove ci aveva indirizzato l’ospedale alla nascita. Fermamente. Il chirurgo aveva un modo di parlare molto suadente, molto empatico, molto rassicurante. Faceva tanto volontariato in India, Bangladesh etc. Ci sembrava sicuro di sè (e probabilmente lo è). E ci confortava il fatto che ci fosse una piccola equipe di medici quali psicologi , dentisti, logopedisti etc. Tempo un paio di mesi , leggendo e approfondendo su internet ho cominciato a chiedermi se stavo davvero scegliendo la cosa MIGLIORE per Vi. Avevo davvero valutato tutte le possibilità? Avevo la consapevolezza di aver tentato di scegliere il meglio per lei?
Io ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada due angeli, Lucio e Claudia, che non mi hanno forzata, pur loro avendo una chiara idea di cosa fosse il "meglio". Mi hanno dato aiuto nel momento più difficile: ricordo ancora un pomeriggio di febbraio in cui scrissi un sms delirante a Claudia perché mi sembrava di impazzire: io chiusa in casa con Vi, a leggere su internet, senza nessuno che mi desse un consiglio valido…e lei mi parlò, mi parlò di se stessa, della sua esperienza ma soprattutto mi convinse ad avere almeno un altro parere. Semplicemente insinuò in me il dubbio che forse non avevo valutato tutte le possibili opzioni. E quel dubbio lavorò come un tarlo..Non importava che fosse Milano o Pisa, però ascoltare un’altra versione ,un altro approccio, per poter dire “ ho sentito due proposte” erano le sue parole. La sua capacità e grandezza è stata quella di consigliarmi velatamente, facendo in modo che alla fine la decisione fosse solo mia. Non finirò mai di ringraziarla per questo e spero che ci sia sempre un angelo per tutti, nei momenti bui, capace di essere presente come lo fu lei…
E qui sta la grandezza di internet e della rete, quella di farti mettere in contatto con altri genitori, leggere le loro storie, confrontarsi, scambiarsi pareri, numeri di telefono, seguire passo per passo storie simili o anche più complicate. Ecco, se per caso qualcuno capita su questo post alla ricerca di questo, queste sono le piccole “ ancore di salvezza” che ho trovato io:
Questo post non intendeva essere un trattato sulla palatoschisi, del resto su internet c’è di tutto e di più...questi sono stati i miei dubbi e le mie preoccupazioni iniziali, e questi i modi in cui un pochino sono riuscita a "risolverli"....