Lilypie Third Birthday tickers

Lilypie Third Birthday tickers

venerdì 2 dicembre 2011

I'm not a work addicted (anymore)

Lei sul lavoro è perfetta. Non sbaglia mai. Si ricorda a memoria nomi, numeri di telefono, indirizzi, misure, pesi, persino i nomi dei fidanzati o dei figli dei clienti che chiama. Lei sorride a tutti. Lei arriva alle 7.30 e stacca alle 19.30. Lei lavora anche al sabato. Lei ha una sola cosa che le occupa la vita ed è il lavoro perchè per ragioni di cui mi sono fatta un'idea, non ha nessuna amica, nè un uomo, ragazzo, compagno etc. Lei vive ancora a casa, una casa di cui non paga l'affitto, di cui non fa le pulizie, con mamma papà e sorella. Alla bella età di33 anni la si può definire una potenziale "donna in carriera". Non trovando soddisfazioni nella vita privata dà il massimo di sè in quella lavorativa. E ci riesce bene. Lei è indubbiamente efficiente. Ci vuole una così. Ci serve.
Lei è così indispensabile, che SE ANCHE fa qualcosa non proprio perfettamente, nessuno glielo dice.

Io non sono così.
Prima di tutto sono la figlia del capo e la sorella del vice capo. Già questo rende idea che SE ANCHE io faccio qualcosa non proprio perfettamente, mi viene fatto abbondantemente notare, senza mezze misure e senza mezzi termini.
Ma soprattutto io non sono efficiente. Il fatto è che io lo dico. Lo ammetto.
Io cerco di fare bene ovviamente il mio lavoro e di dividermi fra i compiti e le responsabilità che ovviamente sono sempre maggiori, ma sono una persona disordinata, incasinata, di natura.
In più ho costantemente altre cose in testa.
La Vi, la pediatra da chiamare per la visita, i regali di Natale, quelle strane macchie sulle gambe, la spesa che il frigo è vuoto, il regalo per figlia dell'amica che ci viene a trovare sabato,  il direttore della banca da chiamare, l'idraulico da sollecitare, ricordare al Marito M che deve sentire l'agenzia per l'altra casa, preparargli i vestiti per la trasferta, incastrare visite e finire 'sto benedetto lavoro dal dentista. C'è una figlia, una casa, un marito, un cane, mille cose intorno a cui ruota la mia vita.
Ecco perchè so con consapevolezza, che io non sarò mai così efficiente come lei. Non lo sarò perchè voglio fare un altro figlio, perchè lo dico sempre che io ho intenzione di seguire i miei figli in quello che faranno, perchè al primo posto dei miei valori c'è la famiglia, poi l'amore la salute e POI il lavoro.

Se io fossi caratterialmente più decisa, più " sicura di me stessa", andrei avanti a testa alta, e amen se qualcuno mi guarda di traverso se esco di corsa alle 17.30 per prendere la Vi e tornare a casa, o se cerco, quando posso, una volta ogni tanto di guadagnare un pò di tempo sulle mie tabelle di marcia portandomi da lavorare a casa quando posso evitandomi i soliti 40 + 40 km avanti e indrè.

Ma siccome non sono così caratterialmente, ci resto male, ci resto male quando vedo e sento che i due di cui sopra più di tanto non contano su di me, ci resto male quando mi viene fatto notare che sbaglio, e quando non vedo stima per quello che invece , credo , di aver fatto bene.
Sarebbe molto diverso se il mio capo non fosse mio padre e il mio vicecapo,mio fratello, ma degli estranei, manderei a fanculo, pensando "non sanno niente di quello che sono io...pensano solo ai loro interessi lavorativi e basta". Ma non è così. Loro sanno tutto di me, eppure io la vedo la loro mentalità maschilistica, per cui se dici che ti frega di più di occuparti dei tuoi figli, VALI di meno di chi dedica anima e corpo al lavoro.Vedo mio padre con l'occhio un pò deluso, come se avessi deluso le sue aspettative, eppure è anche un controsenso, perchè sono la mamma di sua nipote...

Ho già fatto un difficile e profondo cambiamento di percorso nel mio percorso lavorativo, ho lasciato quello per cui avevo studiato e lavorato 7 anni, mi sono rimessa in gioco, ma non voglio più fare l'attaccante, al massimo sto a centrocampo o in difesa in terza linea...
Sono cambiate le mie priorità.
Ho scelto l'azienda di famiglia e sono certa che avrò sempre qualche responsabilità in più, lo desidero anche, stiamo costruendo la casa anche per questo, perchè io possa essere vicina al lavoro e alla mia famiglia senza troppi km di mezzo...però..mi sento sempre sotto pressione, sotto giudizio.
e vedo lei invece che tutti la guardano con rispetto, con ammirazione quasi...

E forse alla fine dovrei solo accettare che "è così e basta".

E poi, in rari momenti neri neri neri...mi chiedo.." ma se avessi sbagliato tutto?"...

Mio padre che voleva la figlia laureata, in carriera probabilmente...
boh , non so....
Non so come voglio sentirmi.

Perchè se scegli di dedicarti solo ai figli ti criticano. Se scegli di dedicarti solo al lavoro ti criticano.
Se cerchi di conciliare lavoro e figli fai una fatica boia....e poi ti criticano.

più o meno tutte le situazioni. Tranne Lei.
Ovvio.

8 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

Ma certo che hai fatto la scelta giusta!! Te lo dice una che ha abbandonato il lavoro in universita' per tornare vicina ai suoi e cominciare a seguire un po' gli affari di famiglia, ma comunque sapendo che Picco sara' sempre la mia priorita' n 1.
Bel post, comunque, per il fatto che fa riflettere sull'altro lato della medaglia, sul fatto che per la figlia del capo tutto e' piu difficile, al contratio delle apparenze. Dai che sei forte, Francesca!

Owl ha detto...

Concordo con Sfolli.
Poi come hai saggiamente detto tu, ci criticano comunque.
Le mie (quasi) ex colleghe sono tutte senza figli e mai ne faranno credo. Stare al passo con realtà così è dura.
Poi penso, ma a loro che resta quando tornano a casa?
Perchè prima o poi ci tornano...

Lucy van Pelt ha detto...

Beh però guardando l'altra faccia della medaglia, tornare a casa e non avere nessuno che ti accoglie, se non i tuoi soliti genitori novantenni :) fa veramente una gran tristezza. Anche io conosco una persona così, che ovviamente in questa situazione ci sta per evidenti limiti relazionali anche se in parte se ne lamenta. Ma fa ugualmente una gran tristezza.

Discorso diverso per le donne in carrierissima che si votano al lavoro perchè non riescono ad avere figli.

gemellina ha detto...

Tu giustamente racconti la tua esperienza nell'azienda di famiglia. D'altra parte io vivo quella di dipendente di una grande società, multinazionale, dove sei poco più di un numero. Sono assistente di direzione, sono l'unica in questo ruolo ad essere mamma. Le altre non hanno figli per scelta o per necessità e quelle che li hanno avuti, al rientro dalla maternità hanno cambiato ruolo. Se benissimo che in questa posizione non posso chiedere un part-time (anche se sarei tranquillamente in grado di fare in 6 ore il lavoro di 8, come ho fatto per 3 mesi fino all'anno di mio figlio) e quindi se deciderò di fare il secondo figlio, dovrò chiedere un aiuto ulteriore a mia mamma oppure accettare un ruolo diverso e per forza di cose ridimensionato. Questa purtroppo è la triste realtà per le mamme che lavorano!!! un abbraccio

Anonimo ha detto...

Io forse sarò di parte... e forse quello che ti dico non ti sarà di grande aiuto perchè tu sei così... sempre severa e rigida con te stessa. Ma te lo dico lo stesso: io NON TI CRITICO, anzi ti ammiro e per quel modo di fare che hai, un po' disordinato, un po' incasinato come dici tu ti trovo quasi geniale. Lo vedo dal calendario 2010 che è ancora sul mio tavolo e guai a chi me lo tocca! Un abbraccio Fra. Ti voglio bene

Anonimo ha detto...

Auguri, alla piccola Vi

francesca ha detto...

ho letto il tuo blog. La tua storia assomiglia alla mia. In realtà ci chiamiamo con lo stesso nome. Il primo figlio è nato con la fivet (la seconda) e soprattutto nel desiderio del secondo figlio. In realtà ci stiamo provando. Ma dopo tre fivet (+ uno da congelato, + un tentativo non arrivato al transfer), aspetto l'esito della quarta...
Auguri a tua figlia ed in bocca al lupo per la ricerca del secondo.

sgrillozzina ha detto...

sto esattamente come te...biologa senza lavoro cercando di rientrare in un'altra linea ma difficile. E sono la figlia laureata ma che nn ha concluso molto, nn sono in carriera, nn ho uno stipendio da favola e mi trovano a cucire le maschere di carnevale dandomi della povera. Amo i miei figli ma anche io mi chiedo ma se avessi sbagliato tutto???