Lilypie Second Birthday tickers

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sabato 29 gennaio 2011

i nonni: riflessioni 1.0

Da quando è arrivata Viola la prima volta in cui ho davvero riflettuto sui nonni, sul loro ruolo e sulla loro importanza è stato quando sono tornata a lavorare e ho consultato il mio pediatra/psicologo per avere da lui un parere per rendere questo passaggio il più possibile sereno (più per me che per Vi).

Ricordo che davanti alla mia proposta di mandare Vi al nido, dopo aver sondato circa la presenza/disponibilità dei nonni paterni e materni, Lui, col suo fare particolarmente spiccio, mi disse “ perché mandare la bambina a 9 mesi in mezzo ad altri bambini con cui difficilmente interagirà prima dei 18 mesi, esposta a malanni vari e frequenti, quando può stare con delle persone che le possono dare molte più attenzioni e affetto…”

Ricordo che mi crollò un po’ una certezza. Io vedevo il nido come un luogo di crescita e di emancipazione, vedevo alcuni bimbi di amici crescere creativi ed estroversi, mi sembrava che non fosse “fisiologicamente” giusto lasciare una bambina così piccola tante ore con delle persone così…”grandi”…

Ho riflettuto molto su questo e sempre il pediatra/psicologo mi consigliò la lettura del libro di G.H Fresco “Essere nonni” che ho trovato molto bello e ricco di spunti.

La prima cosa importante è stato riuscire a spogliarmi dei “pre-giudizi” di figlia - nuora e guardare con occhi DIVERSI rispettivamente a mia mamma e a mia suocera. Guardarle con gli occhi di Vi.

Sono le sue nonne e quello che fanno lo fanno con grande amore. Fanno degli sbagli, a volte lo dico a volte sto zitta. Ma la luce che c’è nei loro occhi verso di lei è così piena di bene che non posso che esserne riconoscente e felice. Poco conta poi che magari io abbia uno screzio con mia mamma o, più frequente, con mia suocera…

Insomma c’è stato questo sdoppiamento fra la Francesca mamma e la Francesca figlia/nuora e non sempre è stato facile.

Qualche volta i nonni hanno fatto un po’ quelli che “ne sanno di più” e mi sono trovata infastidita. Ma siccome sono più le volte che invece hanno creato una bella atmosfera attorno a Vi, cerco di passarci sopra.

La seconda cosa è stata accettare che i nonni saranno sempre “più buoni” di noi genitori. Il genitore è l’educatore, il nonno no. Sbagliato è pretendere dai nonni un ruolo educativo, perché non è il loro.

I nonni servono a far vedere ai bambini il bello della vita, per i divieti, le punizioni, e l’educazione ci sono i genitori e gli educatori” ( con questa frase mi liquidò 4 mesi fa il pediatra suddetto)

Con questo in testa, non è stato difficile accettare di vedere i nonni passare ore a giocare con Vi ritornando bambini, cantare, leggere libri, parlare ad alta voce di tutto. Vi ha trovato chi si è messo sul suo stesso piano. Chi si esalta a guardare con lei una coccinella o a la porta a vedere i treni (quando mai uno prenderebbe da solo e andrebbe a vedere i treni?). Che solo nel cambiarla stanno lì 10 minuti a gingillarsi di bacini e bacetti mentre, diciamolo, noi mamme…andiamo veloci!

Mi è piaciuto anche vedere come , nel tempo, Vi abbia percepito ed elaborato le differenze tra i nonni paterni e materni (soprattutto le nonne) che sono effettivamente diverse, nei modi e negli approcci. Ognuna però a modo suo, sembra compensare l’altra in molti aspetti. Ho avuto la conferma che non è la quantità del tempo che Vi passa con una o con l’altra a determinarne l’attaccamento, pur passando 4 giorni con mia mamma e solo 1 con mia suocera alla settimana, la vi salta in braccio con entusiasmo a quest’ultima anche se “la vede di meno”. (questo non significa che mia suocera sia per questo meno “gelosa” – anche se gelosa non è la parola giusta – di mia mamma e della triade nonna-mamma-figlia che i per sé è caratterizzata secondo me da legami particolari)

I nonni quindi sono importanti, quando ci sono. Possono davvero creare una solida rete di sostegno per la mamma che lavora e diventare davvero fondamentali per una crescita serena di Vi.. (ovviamente io sto parlando nel mio caso ,dove entrambi i nonni sono relativamente giovani e in salute, e con sufficienti energie per occuparsi di una bambina di 13 mesi…)


Questo post partecipa al
blogstorming

giovedì 27 gennaio 2011

posta





e rimani lì a girarti questo foglio tra le mani...e non hai parole... neanche pensieri. Mille diversi pensieri ti vorticano in testa. Ricordi, tanti ricordi. Sensazioni. E ti sale la paura che magari sia un segno, che magari sia un campanello che ti dice "muoviti , cosa aspetti?"... E poi invece uno strano nodo allo stomaco, che ci ha messi un pò strani entrambi, mentre ci guardavamo e per "sdrammatizzare" M. ha detto " quando ci penseremo, ci penseremo sul serio!"
E io ho pensato che invece mi piacerebbe non pensarci. Non dover andare a riprenderli.
Svegliarmi una mattina e scoprire che ho un ritardo. Non calcolato. Inaspettato.

No, non sta diventando il mio pensiero principale, anche se ci ho già scritto un altro post, ma questa lettera, ragazzi...è stata tosta da leggere senza sentire dentro ...un treno nello stomaco...

lunedì 24 gennaio 2011

chi è davvero malato?

Ed eccoci all'ennesima febbrona alta senza apparente motivo.
Gli occhi che diventano lucidi, le guance rosse e calde, la voce lamentosa, piagnolente.
E ti butti giù e dormi e poi ti tiri su piangi e poi vuoi venire in braccio e accoccolarti e poi vuoi succhiare il doudou, e le orecchie del coniglio e ti piace se ti passo l'asciugamano bagnato e fresco sulla faccia, e finalmente vieni nel lettone, e quasi non ti muovi per restarci il più a lungo possibile ( tedesca sono stata io! sulla questione lettone, intendo).
Domani già starai meglio, domani la santa tachipirina avrà fatto effetto, domani sarà meglio di oggi, sarà il raffreddore...e tu sei tosta, ti riprendi sempre in fretta...domani...
ma intanto resta qui, con la testa sulla spalla della mamma...resta qui.

domenica 23 gennaio 2011

lavoretti

mentre con l'architetto discutevamo della cucina per la casa nuova, di come orientarla etc etc è venuta fuori l'idea di un pezzo di parete in ardesia da dedicare a "lavagna" così mi sono detta " bè, perchè non provarci subito"...
C'è in commercio una vernice "lavagna" che può essere stesa su muri, mobili etc....ed eventualmente accoppiata a una vernice "magnetica"...
Il lavoro è stato facilissimo, la fase più difficile è stata convincere marito M:
ecco il risultato ( la macchina fotografica mi ha tradito e ha fatto i capricci dando queste foto decisamente sballate):


mercoledì 19 gennaio 2011

marito M

Ho mai parlato di marito M?
sì , quell'M che compare un pò qua e là in questo blog...
Bè, io adesso mi devo fermare un attimo e dirlo: io lo adoro.
Non è perfetto, no, anzi ha i suoi bei difetti.
Ma più passa il tempo, più io lo apprezzo per ciò che è:
perchè dà, dà tanto a me, a Viola, alla famiglia... E' disponibile e altruista, è sempre d'appoggio, sempre ottimista, sempre generoso. E io questa cosa la sento tanto. Vedo il suo lavoro, il suo tempo, la stanchezza che lo assale dopo i viaggi continui eppure gli leggo la gioia nel viso quando torna a casa e si sdraia sul tappetone con la Vi, e anche se è stanco, si mette a giocare con lei. Non le risparmia attenzioni. Non le risparmia neanche a me.


Fa niente se lascia le magliette sporche spiegazzate in giro per casa, se accumula la posta sulla scrivania finchè non diventa una pigna in precario equilibrio...e fa niente se devo sempre dirgli io cosa deve fare ...
perchè poi LA FA.
Se io chiedo un favore, me lo fa. Un aiuto, me lo da.
Ho bisogno di parlare: chiude il suo libro, si gira verso di me e mi ascolta, come ieri sera: lo vedevo che aveva gli occhi stanchi e aveva sonno, però è stato lì un'ora a sentire quello che avevo da raccontargli, mi ha detto la sua, abbiamo parlato un pò di Viola, poi del lavoro, poi di altri progetti...
Adoro Marito M perchè anche se è lontano cerca di essere presente nelle nostre vite e io davvero non potrei chiedere di più a lui, come marito e come papà.

Non so , volevo scriverlo nero su bianco, perchè sembra che non ci sia mai in questo blog.
e perchè tra qualche post penso di chiudere questo spazio e allora...pensando e ripendando a cosa scrivo, a come lo scrivo, a cosa voglio ancora scrivere e perchè voglio tenere un blog...ho sentito che ci voleva un post anche per lui.
baci

giovedì 13 gennaio 2011

stupida me

E poi ripenso a due anni fa, quando aspettavo con ansia quel 27 gennaio, per la visita in Svizzera. Una data che è incisa nella mia mente perchè da lì...è iniziato il viaggio verso la mia pulce.
E mi toccano un pò alcune notizie...di alcune ragazze che hanno fatto percorsi di PMA "contemporaneamente" più o meno a me e che sono incinte di nuovo, e senza avere fatto nessuna cura stavolta: mi trovo a provare un pò di invidia, e non mi piace provare invidia.
Invidia per questa sensazione bella che dev'essere quell..." E' capitato... ho lasciato andare le cose ed è capitato". O conoscenti incinte. Amiche che ci stanno provando... Insomma.... quel modo lì in cui le gravidanze arrivano nelle famiglie normali, portandosi quell'atmosfera di sorpresa e di stupore...
Io neppure ora lo sto facendo di lasciare andare le cose come vanno. Prendo la pillola perchè ho un ciclo estremamente doloroso e disordinato e ANCHE perchè la ginecologa mi ha detto chiaramente che potrei benissimo restare incinta anche se ho fatto fatica prima e io ORA non posso.
E' un paradosso dirlo dopo aver fatto una FIVET, ma ancora non mi posso permettere di dire " vediamo come va...se va , va..."
Un pò mi piacerebbe sfidare la sorte e scoprire che magari può succedermi naturalmente.

Però ci sono in ballo dei cambiamenti ( la casa principalmente) che vorrei almeno in parte realizzare, e che mi permetterebbero di poter poter pensare a un secondo figlio in maniera tranquilla sotto tanti punti di vista. Più vicino al lavoro, con un aiuto per Viola...
Però...ma queste cose si programmano?
posso permettermi di programmarle?
E poi per contro penso che adesso poi non è il momento giusto per lei. Che ha bisogno ancora di tutte le mie attenzioni, che non vorrò mai bene a un secondo figlio come a lei. ..e.tc etc...

cioè...

sono ridicola.

dire queste cose , io, dopo quello che ho passato.

eppure ci penso.

attimi...

I giorni si inseguono uno dietro l'altro e a volte mi sembra che il tempo sia come "rarefatto", compresso, come se avessi messo la velocità 2x o 4x di un lettore DVD... passa veloce e in un attimo è sera. Sguardi, parole, sorrisi, abbracci, giochi, piccole malattie, scoperte, progressi, evoluzioni, divertimento...si accavallano e si intrecciano e passano veloci, e lasciano dentro emozioni e stati d'animo strani...Viola ci cresce sotto gli occhi così velocemente che a volte ci guardiamo in faccia e fatichiamo a credere che dall'oggi al domani davvero stia "cambiando" così tanto. Stupiti, restiamo a guardarla mentre fa e disfa, mentre sgambetta camminando sicura, mentre si inventa gesti che nessuno le ha mostrato. Pensandoci più a fondo realizzo che forse molte cose che è portata a fare ora, sono gesti "seminati" qualche mese fa, e che sono "sbocciati" ora, ora che la consapevolezza del suo corpo si è accresciuta, la consapevolezza delle sue capacità, della sua manualità, non ultimo la consapevolezza di avere una voce e delle sillabe con cui "giocare".
E a fianco di questo tempo così rarefatto, per fortuna, si incastonano momenti lenti. Lentissimi.
Ore lunghe dove c'è spazio per osservarsi, per interagire, per stare insieme. Momenti che vorrei non finissero mai, come quando Vi aveva la febbre e siamo state nel lettone insieme un pomeriggio e voleva solo che le tenessi la mano e accarezzassi i capelli... oppure quando invece giochiamo come due scalmanate a nascondino e io corro di stanza in stanza nascondendomi e lei mi cerca e ride come una matta quando le faccio buuuu... e andiamo avanti anche un'ora.
Momenti in cui sfogliare insieme un libro non ha tempo, dove tornare indietro e riandare avanti di pagina in pagina è la regola, e non c'è un inizio e una fine.

Strano periodo questo. Tra le feste natalizie, il lavoro incalzante precedente, il riposo poi...faccio un pò fatica ora a trovare dei ritmi buoni, e infatti ho ricominciato a crollare dal sonno.
Però va bene così.

Mi ritrovo continuamente la sera a pensare a cosa stavo facendo l'anno scorso di questi tempi.
Sono anche andata a rivedere il quaderno con le poppate di Vi. 23.30 poi le 4.00 poi le 8.00....
Quasi non ci credo che adesso ho una 1enne che si fa quasi 14 ore di sonno...dalle 20.30 alle 10.00 del mattino!! E che dorme ancora 1 ora e più al mattino e 2 ore abbondanti al pomeriggio...(deo gratia!!)

E cammina!!

E mangia tutto quello che le dò!!

E balla!
E canta!

E io la adoro!!!

sabato 1 gennaio 2011

la Scatola dei Ricordi

La sera prima del compleanno di Vi ho trafficato per realizzare ciò che mi girava in testa da diversi giorni... Volevo regalare a Vi qualcosa che le "restasse" nel tempo, qualcosa che un pò lo oltrepassasse il tempo, pur conservandolo...e volevo qualcosa di "magico", qualcosa che potesse andare bene da aprire a 4-5 anni, ma anche a 18 anni... l tempo a disposizione mi è stato nemico, sono riuscita a fare in minima parte ciò che avevo in testa, ma il risultato è questo: la Scatola dei Ricordi di Vi:


Tres tres chic...( sto pensando di spargerci dentro polvere di stelline!)



Il contenuto? ovviamente la parte più "difficile". Volevo e voglio evitare l'effetto "libro dei ricordi", con i dettagli di peso, lunghezza, etc etc...che alla fine quando li riguardi non ti viene in mente niente.
Sono partita dalle origini...

molto molto in là....

sarà bellissimo spiegarle il significato di quel test ...
ancora così gelosamente conservato...



Una lettera per ogni compleanno. Una promessa? un rituale?un modo per dirti "ti voglio bene", con la bellezza e la dolce armonia di parole incatenate una dietro 'altra seguendo il cuore.....



E poi i braccialetti dell'ospedale. Le lettere i biglietti ricevuti. Centinaia di foto e un dvd di video...
E un libro.
E probabilmente tutte le pagine di questo blog....


E chissà...magari poi la riempiremo insieme...