Non scrivo da più di un mese.
La vita continua placida e tranquilla, senza grossi, apparenti scossoni. Viola ogni giorno mi stupisce e commuove con le sue conquiste, le sue prime parole, i suoi modi di fare affettuosi e insieme simpatici. Non mi posso lamentare.
E in questo scorrere lento di giornate scandite da lavoro-casa-viola-casa-lavoro- we rilassanti…io invece ho un’inquietudine dentro che non so descrivere. Ansia, paura, sensazioni…
E vorrei tirarli fuori, prenderne una ad una e analizzarla, capirla… per capirmi.
Perché forse quella che vedo è solo un’”apparente” tranquillità, mentre dentro di me tante cose mi agitano.
il progetto della casa.
Non ne ho mai parlato e sarebbe troppo lungo spiegare tutto qui, magari lo farò pian piano, di fatto tra un anno è in programma che trasferiremo nel mio paese d’origini, a 40 km, quei 40 km che adesso mi sparo ogni mattina e ogni sera con Vi al seguito.
Al di là delle questioni pratiche (vendere casa- burocrazia- costruire casa…) mille pensieri a riguardo mi tolgono la serenità e anche l’entusiasmo di poter pensare a una cosa così importante come una CASA.
Lasceremo la zona dove abitano i miei suoceri ( e dove io mi sono trasferita 8 anni fa) per trasferirci a due passi dai miei genitori. Inutile dire che la notizia è stata tanto gradita a questi ultimi quanto sgradita (o meglio dire spiacevole) ai primi. Sono preoccupati che non vedranno più la loro nipotina, che saremo lontani, etc etc.
Il desiderio di trasferirci nasce dal desiderio mio in primis di stare vicina a Viola. Ora che ha 17 mesi la porto da mia mamma, quindi si fa anche lei mattino e sera in macchina con me. Ma l’anno prossimo ci sarà l’asilo, poi la scuola e io non posso pensare di essere qua al lavoro e per qualsiasi emergenza metterci un’ora per raggiungerla. E soprattutto non voglio delegare. Il mio desiderio più grande , DA SUBITO, da quando l’ho concepita prima come pensiero e poi come creaturina urlante, è stato quello di essere presente IL PIU’ POSSIBILE. Ho cercato, come ho potuto, di seguire ogni momento importante per lei fino ad ora, di esserle vicino, di sfruttare anche a pranzo quell’oretta in cui la vedo da mia mamma per non interrompere un legame che sento fortissimamente con lei. Non mi pesa lasciarla ad altri. Il venerdì e in altre occasioni la lascio con mia suocera con serenità, con fiducia etc…ma non posso non ammettere che poi non vedo l’ora di tornare a riprendermela, e portarla a casa per giocare con lei o portarla sull’altalena o fare insieme qualche lavoretto in giardino.
Con questo “sentimento” penso al futuro e mi sento male a pensare all’eventualità di lasciarla all’asilo la mattina, andare al lavoro e riprenderla la sera tardi … So che c’è chi LO FA, chi CE LA FA e chi lo vive SERENAMENTE. IO NO.
E avendo questa fortunata possibilità di una casa a UN km di distanza dal lavoro ( che, parentesi, mi coinvolge particolarmente, essendo un’attività MIA della mia famiglia), abbiamo scelto, con grande supporto del socio, di vendere la casa di adesso e costruirne una nuova.
Avrò i miei genitori nella stessa via. Come sarà vivere così vicini, noi che siamo abituati a farci un po’ i fatti nostri? D’altra parte mia mamma si è smazzata 2 mesi avanti e indietro a casa mia quando è nata Viola per aiutarmi e di questo le sarò grata per sempre, così come rimane per me un punto di riferimento, lei e mio padre, sapere di averli vicini per qualsiasi cosa, anche per il loro bisogno ovviamente… Eppure già ora che mia mamma tiene Viola tutto il giorno a volte mi danno fastidio alcune sue intromissioni sul mio modo di educarla, alcune sue osservazioni pungenti…
E come sarà cercare di conciliare tutto questo con l’intenzione, non solo ovvia ma doverosa, di rendere partecipi anche gli altri nonni della vita di Vi? Come ci organizzeremo?
L’idea di rendere infelice qualcuno con la mia scelta mi tormenta.
E poi mi si chiude un po’ lo stomaco a pensare di lasciare questa casa. Che non abbiamo “deciso” noi, però ci siamo andati a vivere insieme, poi ci abbiamo vissuto tante cose importanti, scelte lavorative serie, poi il matrimonio, poi gli anni a cercare di restare incinta…queste mura a cui sono affezionata, questa camera da letto che adoro, il giardino che abbiamo curato e che ha visto i primi passettini di Viola a piedi nudi…
Non so, ma io mi affeziono così tanto ai luoghi che non riesco a immaginarmi in una nuova casa, oltretutto una casa che invece abbiamo disegnato NOI, con un un grande spazio aperto comprendente cucina, sala e salotto, divani e camino…dove correre e giocare, con tante vetrate…
Eppure…
Legato a questo discorso ce n’è un altro molto importante.
Seguirà poi. Direi che ho sviscerato tanto.
(p.s. so che 40 km non sono NIENTE in confronto a 400 km, so che ci sono nonni dall’altra parte d’Italia, so che ci sono nonni che non ci sono più…so che ci sono 1000 situazioni diverse dalla mia, ma se qualcuna di voi ha qualche parola per darmi un po’ di energia a pensare positivamente a questa cosa… mi farebbe piacere)